Træmænd♥ Parkenstein


Træmænd♥ Parkenstein

“Fotografiæ” in filigrana

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LIMINALITA’

La ferita del confine: la condizione di liminalità del corpo e della psiche

Il processo di costruzione e di significazione della propria esperienza si realizza mediante lo sviluppo di confini. Essi rappresentano dispositivi semiotici dinamici che consentono simultaneamente processi di distinzione e di connessione, separazione e integrazione, individuazione e appartenenza. In una prospettiva semiotica e psicodinamica, la pelle rappresenta un primo e fondamentale processo di confine che rende possibile lo sviluppo identitario, la dimensione intersoggettiva e la condivisione entro i propri contesti di vita. La malattia si configura come una discontinuità di vita costituendo una lacerazione dei propri confini somatici, psichici, sociali. A partire da questa ferita, la persona colpita da una malattia può ritrovarsi in una condizione di liminalità. Tale nozione, originariamente antropologica, risulta di attuale interesse nel contesto psicologico in quanto la caratteristica principale è il sentimento di disorientamento, isolamento, frammentazione, esclusione dal mondo degli altri. In termini clinici, l’elaborazione dell’esperienza liminale può avvenire attraverso la essa di nuovi sistemi di confine che possono ridare senso ai molteplici aspetti della vita.

LIMINALITY

The wound of the border: the liminality condition of the body and psyche

The process of meaning-making of personal experience is realized through the development of borders. They represent dynamic semiotic devices that allow us simultaneous processes of distinction and connection, separation and integration, individuation and belonging. In a semiotic and psychodynamic perspective, the skin is the first and fundamental boundary process that makes possible the development of identity, the intersubjective dimension and sharing within life contexts. The illness appears as a life discontinuity constituting a laceration of personal somatic, psychic, social borders. From this wound, the victim of an illness may find his/herself in a state of liminality. This concept, originally anthropological, is of current interest in the
psychological context as the main feature is the feeling of disorientation, isolation,
fragmentation, exclusion from the world of others. In clinical terms, the elaboration of
the liminal experience can occur through the construction of new border systems that
can construct new meaning to the many aspects of life.
Martino Maria Luisa, De Luca Picione Raffaele, Freda Maria Francesca

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La vita

La vita è come una bolla di sapone, che manteniamo e soffiamo per quanto è possibile, ma con la ferma certezza che scoppierà.

La vita oscilla, come un pendolo, tra il dolo re e la noia.

La vita è una continua lotta per l’esistenza, con la certezza della sconfitta finale.

La vita è un mare pieno di scogli e di vortici, che l’uomo evita con la massima cautela e cura, benché sappia che, quand’anche riesca con ogni sforzo e arte a scamparne, per ciò stesso con ogni passo si avvicina, e anzi punta direttamente sopra, al più grande, al totale, all’inevitabile e irreparabile naufragio, la morte: è questa la meta finale della faticosa traversata e per lui peggiore di tutti gli scogli cui sfuggì.

La vita di ogni individuo, se la si guarda nel suo complesso mettendone in rilievo solo i tratti più significativi, è in realtà sempre una tragedia; ma, esaminata nei particolari, ha il carattere della commedia.

La vita si presenta come un continuo inganno, nel piccolo come nel grande.

La vita è il male. La vita è il velo che nasconde l’essere; è il peso che trascina la volontà! La vita è la caduta, è il grande peccato originale!

La vita dev’essere senz’altro considerata una severa lezione che ci viene impartita, sebbene noi, con le nostre forme di pensiero stabillte a tutt’altro scopo, non riusciamo a capire come possiamo essere giunti ad averne bisogno.

La lotta contro il destino è un concetto ridicolo, se non altro perché implica la lotta con un avversario invisibile, un guerriero dal manto fatato contro il quale ogni colpo andrebbe a vuoto e nelle braccia del quale ci si butta proprio quando si vuole evitarlo, come è successo a Laio e a Edipo. A ciò si aggiunga il fatto che il destino è onnipotente, perciò combattere con esso sarebbe la più ridicola di tutte le presunzioni.

La nostra esistenza a nulla somiglia tanto quanto alla conseguenza di un fallo e di una cupidigia da punire.

L’esistenza è un episodio del nulla.

C’è un unico errore innato, ed è quello di cre dere che noi esistiamo per essere felici.
Ogni soddisfazione, o ciò che in genere si chiama felicità, è propriamente ed essen zialmente sempre e soltanto negativa e mai positiva.

La gloria è il chiasso della vita, la vita è la grande parodia della volontà cioe qualcosa che è ancora più menzognero dell’uomo.

La natura parla così: «L’individuo non è nul la e meno di nulla. Ogni giorno distruggo milioni di individui per gioco e per passatempo: abbandono la loro sorte nelle mani del più lunatico e capriccioso dei miei figli, il caso, che dà loro la caccia a suo piacimento. Do vita ogni giorno a milioni di nuovi individui senza minimamente indebolire la mia forza creativa, così come la forza di uno specchio non si esaurisce per il numero di immagini del sole che, una dopo l’altra, esso riflette sulla parete. L’individuo non è nulla».

Il mondo è una mia rappresentazione.

Life is like a soap bubble, which we keep and blow as much as possible, but with the firm certainty that it will burst. Life swings, like a pendulum, between painful death and boredom. Life is a constant struggle for existence, with the certainty of final defeat. Life is a sea full of rocks and whirlpools, which man avoids with the utmost caution and care, although he knows that, even if he manages to escape from it with every effort and art, for this very reason he approaches with every step, and on the contrary, it points directly above, to the greatest, to the total, to the inevitable and irreparable shipwreck, death: this is the final goal of the tiring crossing and for him the worst of all the rocks he escaped. The life of each individual, if you look at it as a whole, highlighting only its most significant features, is in reality always a tragedy; but, examined in detail, it has the character of a comedy. Life presents itself as a continuous deception, in the small as well as in the large. Life is evil. Life is the veil that hides being; it is the weight that drags the will! Life is the fall, it is the great original sin! Life must certainly be considered a severe lesson that is taught to us, although we, with our thought forms established for a completely different purpose, cannot understand how we may have come to need it. The fight against destiny is a ridiculous concept, if only because it implies the fight with an invisible opponent, a warrior with a fairy mantle against whom every blow would fail and into the arms of which you throw yourself just when you want to avoid it, like it happened to Laius and Oedipus. Add to this the fact that fate is omnipotent, so fighting with it would be the most ridiculous of all presumptions. Our existence resembles nothing so much as the consequence of a foul and greed to be punished. Existence is an episode of nothingness. There is only one inherent mistake, and that is to believe that we exist to be happy. All satisfaction, or what is generally called happiness, is properly and essentially always and only negative and never positive. Glory is the noise of life, life is the great parody of the will, that is, something that is even more lying than man.

Nature speaks thus: «The individual is not nothing and less than nothing. Every day I destroy millions of individuals for fun and pastime: I leave their lot in the hands of the most moody and capricious of my children, chance, who hunts them as he pleases. I give life to millions of new individuals every day without weakening my creative strength in the least, just as the strength of a mirror is not exhausted by the number of images of the sun which, one after the other, it reflects on the wall. The individual is nothing ». The world is my representation.

Arthur Schopenhauer, L’arte di insultare, Adelphi, 1999

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PARKENSTEIN©

Nella inesauribile molteplicità di ogni individualità ognuno è più di un semplice individuo. Detto altrimenti, è quello che gli antropologi definirebbero un multividuo. Anche un malato di Parkinson assume in sé una pluridimensione individuale che, riadattando e fondendo insieme in positivo il nome della patologia con quello del celebre personaggio protagonista del famoso romanzo di Mary Shelley (una sorta di moderno Prometeo), chiamerei: Parkenstein. 
In the inexhaustible multiplicity of each individuality, everyone is more than a simple individual. In other words, it is what anthropologists would call a multi-individual. Even a Parkinson’s patient takes on an individual multi-dimensionality which, by readjusting and merging in a positive way the name of the family together with that of the famous protagonist of the famous novel by Mary Shelley (a sort of modern Prometheus), I would call: Parkenstein. 
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ECOSYSTEM”

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EXODUS

Emigrazione da una regione da parte di popolazioni, volontaria o più spesso forzosa, determinata da ragioni politiche, economiche, religiose o culturali, o anche da calamità naturali.
Voluntary or forced emigration from a region by populations, determined by political, economic, religious or cultural reasons, or even by natural disasters.
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UNDEFENDED

arma, s.f., qualsiasi oggetto che può essere usato come mezzo materiale di offesa o di difesa… treccani.it

weapon, noun, any instrument or means which is used for one’s own defence/defense or for attacking others… https://dictionary.cambridge.org/it/

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UNA “FOTOGRAFIA” DEI MANESKIN
MANESKIN‘S “PHOTOGRAPHY”

MERCE vs MITO?
GOODS vs MITH?
MITO e/o MERCE?
GOODS and/or MYTH?

Dal “fuori di testa” al “fuori” del senso
From “out of mind” to “out” of meaning

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NATURE vs CULTURE? 

NATURE and/or CULTURE? 

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Picsart_22-05-19_23-25-58-303METAFOTOGRAFIA

IL GEROGLIFICO TOTALE 
“Nel 1969, viene pubblicata da tutti i giornali la fotografia scattata dalla navicella spaziale in viaggio per la Luna; questa era la prima fotografia del Mondo. L’immagine rincorsa per secoli dall’uomo si presentava al nostro sguardo contenendo contemporaneamente tutte le immagini precedenti, incomplete, tutti i libri scritti, tutti i segni, decifrati o non. Non era soltanto l’immagine del mondo: graffiti, affreschi, dipinti, scritture, fotografie, libri, film. Contemporaneamente la rappresentazione del mondo e tutte le rappresentazioni del mondo in una volta sola.”
Luigi Ghirri
METAPHOTOGRAPHY
THE TOTAL HEROGLIFIC
“In 1969, the photograph taken by the spaceship traveling to the Moon was published by all the newspapers; this was the first photograph in the world. The image chased by man for centuries appeared to our gaze, containing all the previous images at the same time. , incomplete, all the written books, all the signs, deciphered or not. It was not only the image of the world: graffiti, frescoes, paintings, writings, photographs, books, films. At the same time the representation of the world and all the representations of the world at once.”
Luigi Ghirri

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El embalagem valoriza o produto

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MOBILITA’ (IN)SOSTENIBILE

OSSERVATORIO CICLISTI ANNO 2021

Boom di decessi: 180.

Uno ogni due giorni.

Il dato supera di 169 [vittime, NdR] quello del 2020.

(fonte: Aci-Istat)

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“AIUTAMI A MORIRE!”

STATO DI DIRITTO

Il terzo drammatico appello di Fabio Ridolfi, 46 anni, tetraplegico:

“Gentile Stato italiano, da 18 anni sono ridotto così.

Ogni giorno la mia condizione diventa sempre più insostenibile.

Aiutami a morire!”

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Picsart_22-05-19_00-41-19-771TRASFORMARSI

“Peccato che io non sappia volare

Ma le oscure cadute nel buio
Mi hanno insegnato a risalire
E mi piaceva tutto della mia vita mortale
Noi non siamo mai morti
E non siamo mai nati
We never died
We were never born
We never died

We were never born.”

Testamento
Francesco Battiato, Manlio Sgalambro 
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PASOLINI  P❤️OESIÆ
“A volte è dentro di noi qualcosa
(che tu sai bene, perché è la poesia)
qualcosa di buio in cui si fa luminosa
la vita: un pianto interno, una nostalgia
gonfia di asciutte, pure lacrime.”
La Guinea, da Poesia in forma di rosa, Pier Paolo Pasolini

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R❤️OMÆ
Magnificentia rudera praeponderat

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STELLA CAPITALE

“Xi Draconis (ξ Dra, ξ Draconis, Xi Draconis) è una stella della costellazione del Dragone. La sua magnitudine apparente è +3,74 e dista 112,5 anni luce dal sistema solare. Ha un nome tradizionale, Grumium, di origine latina, che significa “grugno” (del maiale)” Wikipedia

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8 Maggio

“Festa” della Donna

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“Un medico coscienzioso deve morire con il malato se non possono guarire insieme.”

Eugène Ionesco

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Due menti senza un singolo pensiero

I figli del deserto è un film del 1933, diretto da William A. Seiter, e interpretato da Stan Laurel e Oliver Hardy

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STATO DI IPOCRISIA

“ipocriṡìa (ant. ipocreṡìa e pocriṡìa) s. f. [dal gr. ὑποκρισίη, forma rara per ὑπόκρισις «simulazione», der. di ὑποκρίνω «separare, distinguere», e nel medio ὑποκρίνομαι «sostenere una parte, recitare, fingere»]. – Simulazione di virtù, di devozione religiosa, e in genere di buoni sentimenti, di buone qualità e disposizioni, per guadagnarsi la simpatia o i favori di una o più persone, ingannandole: non è umiltà genuina, è i.; nascondere qualcosa sotto la maschera, sotto il manto dell’i.; Onde nel cerchio secondo s’annida Ipocresia, lusinghe … (Dante). In senso concreto, atto o detto da ipocrita; comportamento ipocrita: talora le convenzioni sociali sono vere i.; tra noi certe i. sarebbero fuori luogo.” treccani.it

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O Mar

Madredeus

Não é nenhum poema
o que vos vou dizer
Nem sei se vale a pena
Tentar-vos descrever
O Mar
O Mar
E eu fui aqui ficando
só para O poder ver
E fui envelhecendo
sem nunca o perceber
O Mar O Mar

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“Dove c’è musica non può esserci nulla di cattivo.”

Miguel de Cervantes

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LEVODOPA

(formula)

La L-DOPA, o levodopa, è un amminoacido intermedio nella via biosintetica della dopamina. In clinica medica è utilizzata per il trattamento della malattia di Parkinson e di alcuni parkinsonismi per controllare i sintomi bradicinetici evidenti nella malattia ed è il farmaco più efficace per migliorare la qualità della vita nei pazienti con malattia di Parkinson idiopatica. La L-DOPA, ovvero la L-3,4-diidrossifenilalanina (in inglese DiOxyPhenylAlanine da cui l’acronimo), è un α-amminoacido non proteico, strutturalmente simile alla L-fenilalanina e, soprattutto, alla L-tirosina dalla quale deriva e con la quale condivide l’appartenenza alla serie sterica L di Fischer (comune a tutti i comuni amminoacidi proteici). È una sostanza cristallina bianca inodore e insapore, altofondente (276-278 °C),[2] che come gli altri amminoacidi esiste in forma zwitterionica (punto isoelettrico pI = 5,5). Come la maggior parte dei fenoli, si ossida all’aria, specialmente se umida, colorandosi. È poco solubile in acqua e insolubile nei comuni solventi organici. La L-DOPA è otticamente attiva, levogira, [α]D13 = −13,1°. Occorre tener presente che non c’è alcuna correlazione tra il segno (−) dell’attività ottica (da cui il nome levodopa) e la serie sterica di appartenenza (L). La L-DOPA è biosintetizzata per azione della tirosina idrossilasi sull’amminoacido L-tirosina. È il precursore di importanti neurotrasmettitori catecolaminici, quali dopamina, noradrenalina (norepinefrina) e adrenalina (epinefrina). In particolare, la dopamina si forma per decarbossilazione enzimatica della L-DOPA.

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“Si va dritti a casa

senza più pensare

Che la guerra è

bella, anche se fa male.

Che torneremo a cantare.

E a farci fare l’amore

l’amore…”

Generale, Francesco De Gregori

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“The death of one is a tragedy
The death of millions is just a statistic”

The Fight Song, Marylin Manson

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Træmænd♥ Parkensteinultima modifica: 2022-05-12T00:01:39+02:00da gerardo.regnani
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