LABANOF – CORPI SENZA NOME DAL FONDO DEL MEDITERRANEO

LABANOF. CORPI SENZA NOME DAL FONDO DEL MEDITERRANEO

Labanof-Radio3
Segnalo che Rai Radio3 ha vinto il 72° PRIX ITALIA, il più importante premio internazionale per le produzioni radiotelevisive, nella categoria Radio Documentary and Reportage con “Labanof. Corpi senza nome dal fondo del Mediterraneo”, il primo podcast originale prodotto interamente da Rai Radio3.
Labanof ha inoltre ottenuto la menzione speciale della Giuria del Premio Speciale in Onore del Presidente della Repubblica.
Labanof. Corpi senza nome dal fondo del Mediterraneo è un progetto curato da: Fabiana Carobolante, Daria Corrias, Giulia Nucci, Raffaele Passerini.
Il progetto vincendo il Prix Italia 2020 categoria Radio Documentary and Reportage, ha ottenuto il più importante premio internazionale per le produzioni radiotelevisive, nella categoria Radio Documentary and Reportage.
«Siamo particolarmente felici e anche orgogliosi di questo riconoscimento. Anzitutto perché Labanof tocca una delle pagine più sconvolgenti, eppure tra le più manipolate o rimosse del nostro tempo, ossia la morte “anonima” di migliaia di migranti nel mar Mediterraneo.” Marino Sinibaldi, direttore di Rai Radio3
Il Labanof è il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università di Milano dove ogni giorno la professoressa Cristina Cattaneo con odontologi, biologi, archeologi e antropologi, lavora per restituire un’identità a chi morendo l’ha persa.
Dopo aver risolto per anni alcuni dei casi più controversi di identificazione post mortem della storia italiana recente, nel 2016 una telefonata porrà tutto il team Labanof di fronte a una sfida mai tentata prima: dare un nome alle vittime di una delle più gravi tragedie del mar Mediterraneo, il naufragio di un barcone al largo delle coste libiche avvenuto il 18 aprile 2015.
Da qui ha inizio una missione che tuttora li vede impegnati nello studio dei resti e degli effetti personali dei naufraghi. Restituire un’identità a tutti i morti sconosciuti, senza distinzione di provenienza: questo è l’obiettivo. Per ridare loro una dignità e per offrire risposte a chi rimane.
«Che cosa vuol dire cercare di dare un’identità a quelle che sono le vittime di un naufragio?
La risposta è: dobbiamo farlo perché sono i diritti di tutti. Diritto alla salute e diritto all’identità dei miei morti perché mi serve per continuare la mia vita, è una questione di salute mentale di chi sta cercando il [suo] morto e una questione di banale vita amministrativa. Quindi è una questione di diritti umani. Di cose che dovrebbero essere obbligatorie».
Cristina Cattaneo
——-
Crediti:
Da un’idea di Rossella Panarese
Autori: Fabiana Carobolante, Daria Corrias, Giulia Nucci, Raffaele Passerini
Sound design: Riccardo Amorese
Voce narrante: Vinicio Marchioni

——-

IL LABANOF È IL LABORATORIO DI ANTROPOLOGIA E ODONTOLOGIA FORENSE DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO


Il LABANOF è il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano. Fa parte dell’Istituto di Medicina Legale che si trova all’interno del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute. È stato fondato nel 1995 da Marco Grandi (già Professore Ordinario di Medicina Legale della stessa Università) e Cristina Cattaneo. Dal Labanof nasce la CAL (Collezione Antropologica Labanof). La mission del laboratorio si identifica nella didattica, nella ricerca, nell’offerta professionale e nella terza missione relativamente al ruolo dell’antropologia, della medicina, dell’archeologia e delle scienze forensi nella restituzione dell’identità e nella interpretazione di segni di violenza e di crimine, sia su resti umani antichi o recenti, sia su viventi. Per queste attività di ricostruzione del passato recente o remoto da un corpo o da uno scheletro gli ambiti di applicazione delle attività del Labanof sono prevalentemente quelli criminalistici o giudiziari, umanitari o dei diritti umani e storico-archeologici.

http://labanof.unimi.it/

LABANOF – CORPI SENZA NOME DAL FONDO DEL MEDITERRANEOultima modifica: 2020-09-26T20:38:55+02:00da gerardo.regnani
Reposta per primo quest’articolo

Leave a Reply